I condilomi acuminati anali sono causati da un virus del tipo Papillomavirus. Il contagio per via sessuale è certo anche se incostante come testimoniano la presenza dei condilomi anche nei neonati , la possibilità di contagio eterosessuale e di auto inoculazione . Le lesioni tendono a diffondersi rapidamente ed ad aumentare di dimensioni , il periodo di incubazione è di circa tre mesi.

Sintomi principali

I condilomi si presentano sotto forma di piccole vegetazioni verrucose, biancastre o grigiastre isolate o in gruppi , interessano la cute perianale, il canale anale e talvolta in associazione anche i genitali sia nell’uomo che nella donna , generalmente non danno disturbi o possono essere causa di prurito.

Diagnosi

L’aspetto dei condilomi è sufficiente per porre la diagnosi che va confermata con un esame istologico ; le localizzazioni all’interno del canale anale devono essere sempre ricercate con un’anoscopia e talvolta per evidenziare le lesioni più piccole , che possono essere grandi come una capocchia di spillo , si rende necessaria l’applicazione di acido acetico al 5% . Uno studio sierologico e immunologico può essere necessario in caso di persistenza o recidiva della malattia . L’evoluzione è imprevedibile si hanno frequenti recidive o micro recidive indipendentemente dal tipo di trattamento. L’evoluzione è generalmente benigna ma alcuni studi recenti hanno dimostrato che negli uomini , soprattutto se omosessuali , rappresentano un fattore di rischio per il cancro dell’ano ed una potenzialità oncogena si ha anche nella donna ma a livello del collo uterino , è quindi evidente la necessità di una stretta sorveglianza anche nei partner del paziente affetto da condilomatosi.

Terapia

Il solo trattamento validato è quello chirurgico : diatermocoagulazione con bisturi elettrico , asportazione con laser o crioterapia . Fondamentale è la ricerca di lesioni all’interno del canale anale che devono essere ricercate minuziosamente e bisogna sempre avvertire il paziente che anche con una tecnica accurata ,a causa del periodo di incubazione della malattia , le recidive sono frequenti ed il p. deve essere sottoposto periodicamente a visite di controllo per un periodo di tempo prolungato (almeno tre mesi) al fine di individuare e trattare immediatamente i condilomi che recidivano. Fra gli altri trattamenti proposti ricordiamo le applicazioni locali di PODOFILLINA (agente antitumorale) In caso di recidive frequenti e prolungate si rende necessario uno studio immunologico del p. e quindi una terapia immunostimolante (INTERFERONE ) o la fabbricazione di un vaccino.

Dr. Marco Cosimi – Proctologo Roma

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